IRPINIA 23 novembre 1980 - ore 19.35 - Per Non Dimenticare

Vai ai contenuti

Menu principale:

 

"L'Irpinia"
23 Novembre 1980
Ore 19.35
Per non dimenticare

 
 
 

MAGNITUDO: 6.5 - 6.8 Richter
9 - 10 Mercalli
Durata della scossa principale: 90 secondi
Morti: 2.998
Feriti: 8.245
Senza-tetto: 234.960
Regioni colpite: 3 = Campania, Basilicata e Puglia
Numero di Comuni colpiti: 687
di cui disastrati: 37
Superfice colpita: 15.400 Kmq
Popolazione coinvolta: oltre 5.000.000 di abitanti
Soccorritori: oltre 8.000 uomini


Novanta secondi e nulla fu più uguale.
Domenica 23 novembre 1980, ore 19,35.
La data che segna il prima e il dopo,
Cambiò la vita a milioni di persone.

Infatti in 2.998 persero la vita in quella calda, inquietante sera di 33 anni fa.
L’Italia sognava in bianco e nero; la tv a colori era un privilegio ancora di pochi, specie nei piccoli centri del Sud.
Sandro Pertini era il Presidente della Repubblica, Arnaldo Forlani era il Capo del Governo e Virginio Rognoni era al Viminale.
La classe politica del Mezzogiorno a Roma contava, eccome che contava.
Per 90 secondi tremarono l’Irpinia, la Basilicata e l’Alto Sele. Furono rasi al suolo "presepi" dell’Appennino e “casermoni” malfatti delle periferie. Una tragedia immane, subito evidente agli occhi dei primi soccorritori partiti nella notte per paesi irraggiungibili. Solo a Roma non capirono, infatti la Protezione civile nascerà in seguito, figlia di queste macerie.
"Fate presto" titolò il Mattino, un urlo dal fango che impressionò il mondo intero.
Il sisma del 1980 distrusse vite, alterò la geografia dei luoghi, stravolse modelli sociali, suscitò ingenue speranze, produsse laceranti delusioni. Eppure quelli furono i giorni del volontariato e della solidarietà. Centinaia, migliaia di giovani accorsero dal Nord nel profondo Sud per sostituirsi ad uno Stato assente ed  impotente.
Li chiamarono "gli angeli" del terremoto. Oltre 8.000 furono i soccorritori intervenuti.
Forse, fu l’ultima mobilitazione popolare nel nome dell’unità d’Italia. Ogni centro raso al suolo ha avuto il suo "villaggio piemontese", la sua "piazza Parma", la “mensa emiliana”, segni concreti di una solidarietà operativa.
Migliaia i volontari accorsi da ogni parte d'Italia e del mondo. “Non vi dimenticheremo!”  -   disse ai terremotati il Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Si lavorava giorno e notte alla luce delle fotocellule con la speranza di ritrovare dei superstiti sotto le macerie. Intere palazzine sbriciolate.
Tantissime scosse di terremoto seguirono quel 23 novembre tanto da trovarti  sbattuto da una parte all'altra come un filo di erba, sentendoti impotente contro le forze della natura....., la terra si muoveva come le onde del mare..
Ha un alto valore civile l’invito ai volontari dell’80 a ritornare nei centri del "cratere" per vedere di persona quel che sono oggi quei paesi.
Perché 33 anni dopo, abbiamo provato almeno a cambiare, sanando antichi svantaggi, mostrando dignità,  restando Italia, senza mai contrapporsi a luoghi meglio sviluppati del paese.
Il 23 novembre, alle 19.35 di ogni anno,  c’è chi si fermerà un attimo per ricordare.
Chi ha il dono delle fede forse si segnerà in memoria di tanti lutti.
Chi possiede il laico dubbio della ragione, si interrogherà su quel che andava fatto meglio e di più, ma non è stato fatto.

Felice  Preziosi


 
 
 

Il pennino del sismografo salta dal grafico.
Così l'ora della terribile scossa viene drammaticamente segnata dagli strumenti dei sismologi.

 

La mappa della zona colpita.

E' disponibile on - line il libro:
Irpinia - 23 novembre 1980 - ore 19.35
"Per non dimenticare"
Autore: Felice Preziosi - Edizioni Il Papavero.
L'opera è acquistabile on - line e vi sarà spedita a casa senza spese di spedizione aggiuntive.
Potete contattare direttamente l'Editore al seguente indirizzo:
edizioniilpapavero@libero.it

Alle 19.35 del 23 novembre 1980, due scosse sismiche a distanza di pochi secondi una dall'altra sconvolsero per novanta secondi una vasta area dell'Appenino meridionale, a cavallo tra l'Irpinia e la Basilicata.
Scosse del 9° - 10°  grado della scala Mercalli che causarono 2.998 morti e  8.245 feriti, 234.960 furono i senza tetto.  
La furia di uno dei terremoti più violenti del secolo.
Lioni, Sant'Angelo dei Lombardi, Conza, Teora,... interi paesi non esistevano più. Le due scosse cancellarono oltre 70 mila costruzioni in 600 comuni e ne danneggiarono gravemente altre 250.000.
Paesi dai nomi quasi sconosciuti, fino a ieri.
Migliaia i morti.  
Migliaia i volontari accorsi da ogni parte d'Italia e del mondo.

Felice Preziosi


Le pagine del sito sisma80.it sono state ospiti
durante il programma Festa Italiana in onda
su RaiUno il 20 febbraio 2009.

 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu