23 Novembre 1980 - Ore 19.35


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Conza della Campania

Paese antico, fondato dai Greci nel sesto secolo A.C. sulle rive dell’Ofanto.
Distrutta già tre volte da altrettanti terremoti, domenica 23 novembre 1980 alle ore 19.35, contava circa 2.200 abitanti.
Ma un’esplosione di rara potenza nel cuore della terra riduceva, in quella indimenticabile notte del novembre 1980, Conza della Campania un enorme cumulo di macerie.
Ciò che rimane dell’Antica Conza: macerie, solo e soltanto rovine e devastazioni.
La popolazione è demotivata, non reagisce.
A coordinare le operazioni di soccorso e ritorno alla normalità, se di normalità si può parlare, è l’Aeronautica Militare Italiana.
A Conza, infatti, un Reparto dell’Aeronautica ha, utilizzando le strutture dell’impresa che sta costruendo la diga, stabilito un campo di accoglienza degli sfollati e de superstiti.
Si sono ben organizzati: cucina da campo, 3 pasti caldi al giorno, i prefabbricati della ditta messi in sesto e idonei ad affrontare le gelide notti d’Irpinia.
Si fa l’impossibile, dunque, per alleviare le sofferenze di questa gente, che da 3 secoli, subisce l’onda distruttiva della propria terra.
Soccorsi dello Stato e Volontari si alternano vittoriosi in questa interminabile gara di solidarietà e d’amore.
Ma chi, più di tutti, ha vinto senza avere rivali è: LA MORTE, che è piombata all’improvviso sul vivere quiete della gente d’Irpinia.



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